Svezia, un’ora di permesso a settimana per fare SESSO. Ma c’è chi replica: “Poco tempo, non c’è gusto”


Fa discutere la proposta lanciata da un consigliere comunale della città settentrionale di Overtornea per contrastare il calo delle nascite. Il ‘bonus’ per i 550 dipendenti pubblici sarà votato a maggio. Molti i dubbi su privacy e discriminazione verso i single.

Un’ora libera a settimana ai dipendenti pubblici del comune per fare sesso con consorte o partner, pagata come ora lavorativa. Perché fare sesso migliora la qualità della vita, quindi anche il rendimento sul lavoro, e aiuta ad alzare il tasso di natalità. Ecco la proposta che appassiona e fa discutere la Svezia, ma da molti è vista con simpatia. L’ha lanciata il quarantaduenne Per-Erik Muskos, consigliere comunale nella graziosa città settentrionale di Overtornea. E i suoi sostenitori, nel dibattito pubblico e soprattutto sui social forum e in rete in generale, già propongono di adottarla in tutto il paese.

La mozione del consigliere Muskos dovrà essere votata in primavera dall’assemblea comunale. Perché passi è sufficiente una maggioranza semplice dei trentuno membri del consiglio. E in quel caso varrebbe per tutti i 550 impiegati comunali di Overtornea: sussidi per fare sesso. Ci aiuterebbe, dice Muskos citato dal New York Times e dal quotidiano popolare svedese Expressen, ad aumentare il tasso di natalità visto che la popolazione locale cala, a ridare brio a matrimoni di lunga data, dove tempo e abitudine indeboliscono il desiderio, e in generale a migliorare umore e morale dei dipendenti pubblici.

La Svezia, all’avanguardia nella libertà sessuale e nelle idee anticonformiste sulla vita amorosa almeno fin dai tempi d’oro della socialdemocrazia, gli anni di governo del mitico premier Olof Palme, già offre molto, come pochi altri paesi al mondo, a coppie e famiglie tramite strutture e risorse del suo generoso welfare: 480 giorni di congedo parentale, sanità pubblica di alto livello totalmente gratuita per tutti, assegni familiari, sussidi a ragazze-madri o genitori soli. Può permetterselo, perché i conti pubblici sono in ordine (debito sovrano attorno al 40 per cento del prodotto interno lordo), crescita economica doppia di quella tedesca, disoccupazione al minimo storico del 4,1 per cento. E non a caso, calcolando la media nazionale il Regno delle tre corone vanta, secondo dati Eurostat, uno dei tassi di natalità più alti dell’intera Unione europea. Eppure sta calando. E ovviamente è meno alto in cittadine remote come Overtornea, dove la popolazione cala perché non pochi giovani vanno a cercare lavoro a Stoccolma, a Goeteborg, nelle altre metropoli location delle eccellenze industriali e tecnologiche e delle start-up.

“Fare sesso è un ottimo esercizio fisico e la scienza documenta i suoi effetti positivi sul benessere della persona”, ha affermato il consigliere Muskos. Proponendo quindi che, del tempo già pagato come orario lavorativo ai dipendenti pubblici per attività sportive, un’ora ogni settimana sia concessa appunto per fare l’amore. Con moglie o marito, o con compagna o compagno, figuriamoci se gli svedesi si formalizzano. “E in più dobbiamo incoraggiare la gente a procreare, troppo spesso nella stressante vita moderna la gente fa poco sesso”. Ci sono stati già, di recente, altri esempi di proposte del genere in altri paesi scandinavi. Come la Danimarca, con la campagna pubblica che invitava a fare più figli, e le offerte di agenzie di viaggio di viaggi romantici a due a prezzi speciali. Tornando in Svezia, Goeteborg (seconda città del paese, location di aziende global players da Volvo a Hasselblad all’aerospaziale) aveva sperimentato la settimana lavorativa ridotta con sole sei ore di lavoro al giorno nel settore pubblico. Funzionava, ma poi è stata cancellata perché costava troppo alle casse pubbliche.

Non mancano obiezioni all’idea di Overtornea: come può il pubblico potere controllare se poi il suo dipendente in quell’ora libera pagata preferisce dedicarsi a una passeggiata, al jogging o a una visita a un museo anziché all’intimità amorosa? E’escluso che ci riesca, nella garantista Svezia rispettosissima della privacy, trasformandosi in un Grande Fratello che controlla tutti. Simili onnipresenze dei pubblici poteri nel regno sono concessi unicamente alla tributaria, o (solo per quanto riguarda la sicurezza nazionale, la lotta al terrorismo, la cyberwar quotidiana contro spionaggio, fake news politicamente destabilizzanti e provocazioni della Russia di Putin) alla Saepo, il servizio segreto.

Secondo Malin Hansson, sessuologa, l’iniziativa è lodevole: fare sesso riduce lo stress e rafforza le difese immunitarie, oltre a rafforzare l’intimità tra coppie: “Se dipendesse da me introdurrei l’iniziativa in tuttto il paese”. Lotta Dellve, docente di sociologia, è favorevole all’idea del comune di Overtornea, ma obietta: non si può chiedere a un cittadino di fare rapporto, e riferire se nel tempo libero col partner fa sesso o invece altro. Stefan Nilsson, membro dei Verdi, dubita che i contribuenti accettino di pagare il sesso sovvenzionato. Tomas Vedestig, consigliere municipale della sinistra radicale a Overtornea, pone un altro problema: “L’idea è invadente, e può imbarazzare i single, chi non vuole avere sesso o non può praticarlo per ragioni di salute, non compete al datore di lavoro dire al dipendente ‘va a casa a procreare'”. Senza contare che, siccome agli svedesi di ogni età il sesso piace fatto bene e non frettolosamente, persino cittadini anziani di Overtornea hanno osservato: “Un’ora? Non basta, troppo poco, non c’è gusto”.

fonte: www.repubblica.it

Lascia un commento