“Sex and the City” a Tel Aviv, minacce di morte. La regista palestinese risponde: “Volevano fermarmi ma non ci sono riusciti”


La giovane regista palestinese Maysaloun Hamoud voleva fare la differenza con il suo film “Libere, disobbedienti e innamorate – In between”, una sorta di “Sex and the City” ambientato a Tel Aviv, e così è stato. La storia, che racconta la ricerca dell’indipendenza femminile, ha scatenato la rabbia degli integralisti islamici. La regista ha ricevuto minacce di morte, diventando – come racconta lei stessa – “il bersaglio della prima fatwa palestinese da circa 70 anni”.

Umm al-Fahm, città d’origine della regista, ha persino vietato la proiezione della pellicola nei cinema. La ragione di tanta intolleranza sarebbe il contenuto del film che racconta una Tel Aviv inedita, in cui si balla, si beve, si fuma marijuana e si parla di sesso, e che ricorda molto la New York di Carrie, Charlotte, Samantha e Miranda di “Sex and the City”. Ma le protagoniste ora sono Leila, un avvocato penalista e indipendente; Salma, una dj diseredata dalla famiglia per la sua omosessualità e Noor, una studentessa musulmana osservante fidanzata con un fanatico religioso anaffettivo che non apprezza l’emancipazione delle coinquiline della futura sposa.

“Sapevo che il film avrebbe fatto parlare, lo scopo era proprio quello di scuotere il sistema ma non pensavo si arrivasse a tanto”, ha raccontato la regista all’Hollywood Reporter. In between, ha aggiunto, “è un’estensione dei miei valori e del mio attivismo. Mi sono sempre mossa in circoli diversi e credo che il cinema sia uno degli strumenti più forti per far cambiare idea alle persone”. Le prime due settimane dopo le minacce “sono state assurde, non ero spaventata ma si respirava un forte clima di violenza. Dopo lo shock iniziale, l’intera comunità intellettuale si è fatta avanti. E non ho intenzione di fermarmi. C’è una fatwa contro di me: non la emettevano dal 1948”, ha sottolineato.

I premi – Il film è stato premiato all’Haifa International Film Festival e al Festival di Torono. Interpretato da Mouna Hawa, Sana Jammelieh e Shaden Kanboura, raccoglie l’eredità di “Caramel” della libanese Nadine Labaki. In Italia arriverà nelle sale il 6 aprile. Il titolo originale, “Bar Bahr”, gioca sul duplice significato: in arabo “tra terra e mare”, in ebraico “né qui né altrove”.

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